gellerebaba

della specie Homo Ludens


Lascia un commento

Indie games: arte o gioco?

Per quanti di voi non lo sapessero i giochi stanno cambiando. Piano piano con il passare del tempo stiamo passando dal concetto di videogame, inteso come applicazione interattiva, a qualcosa di più complesso. Ricordate sicuramente i vecchi platform come Sonic o Mario e avrete sentito parlare centinaia di volte di Fifa. Questo per non parlare dei giochi gratis in flash che da qualche anno hanno occupato, in alcuni casi in maniera meritata, le nostre ore di svago. Come reagireste se vi dicessimo che esistono videogame che si definiscono “non-giochi”? Speriamo con curiosità, visto che parliamo di produzioni davvero originali. Se nei titoli che tutti noi conosciamo c’è sempre un fine: raccogli la chiave, tira in porta, spara con il tuo fucile, nei non giochi l’obbiettivo finale non è nell’azione ma nell’interazione. Questo “contatto” inoltre non avviene tra personaggi all’interno del gioco, ma tra il gioco e la nostra personalità. Un caso eclatante è rappresentato da Bientôt l’été. Qui il gioco si sviluppa su processi cognitivi e semantici complessi. Per dirla in parole povere, quello che dobbiamo fare è raccogliere frasi (estratte da romanzi della Duras) e cercare di inscenare una conversaione astratta con un interlocutore del sesso opposto rispetto al nostro. La scelta delle frasi è casuale e la combinazione di domanda e risposta genera in noi sensazioni differenti. Non è un caso che in questo gioco si possa bere vino o fumare. Questo per aumentare il fine percettivo. Un piccolo capolavoro che potremmo considerare un esperimento grafico e sintattico. Fate quindi molta attenzione quando parlate di giochi da oggi in poi. Alle volte siamo davanti a piccoli oggetti artistici o perle sperimentali uniche.

Marco

un'immagine da Bientôt l’été

un’immagine da Bientôt l’été

Annunci


Lascia un commento

Genesi di un progetto

Questo post ho iniziato a scriverlo qualche giorno fa ma riesco a pubblicarlo solo ora.

Il più delle volte le nostre idee nascono spontaneamente parlando davanti a una tazza di tè per poi essere sviluppate, integrate e ampliate a seconda degli obiettivi prefissati
Oggi ho voglia di raccontarvi come è nata Love Hunting e ve lo racconto mentre sono qui al nostro stand nel centro storico di Verona.

Come è nata, dunque, l’idea?
Quando ci dissero che avremmo avuto l’opportunità di inserirci all’interno della manifestazione veronese, Verona in Love, con un nostro evento ne abbiamo subito iniziato a parlare; tra noi ci sono i più pragmatici che pensano all’aspetto pratico, ci sono gli entusiasti che vorrebbero fare tutto e chi crede che l’aspetto culturale sia la base di ogni nostro evento, perché oltre all’aspetto ludico ci deve essere sempre la componente di crescita, ci piacerebbe, insomma, che dopo ogni nostra attività i partecipanti possano tornare a casa con qualcosa “in più” oltre, ovviamente, che a un bel ricordo.
Eravamo partiti pensando di organizzare tutt’altro, un evento sofisticato e di nicchia ma non rispondeva al requisito principale di essere per tutti.
Così si è optato per la caccia al tesoro in stile G&B, uno dei nostri cavalli di battaglia, che risponde a tale requisito.
Dopo svariate tazze di tè nero e qualche biscottino al burro, che non aiuta la nostra linea ma rende la creatività più dolce, abbiamo stilato una lista di caratteristiche che doveva avere: inserirsi nel mood “love”, essere per tutti, cittadini veronesi e non, giovani, meno giovani, avere i fattori cultura, formazione, crescita.
a quel punto non ci è voluto molto a definire il progetto.
L’idea aveva preso forma ora partiva il lavoro vero.
Le fasi sono state rapide e spesso in contemporanea l’una con l’altra, fare i sopralluoghi, scrivere gli enigmi, mentre si sceglieva il nome e si sviluppava l’immagine, tutte le sue declinazioni, come comunicarla, i social media, il taglio stilistico, il contatto costante con il popolo della rete, i flyer, il materiale cartaceo, i gadget e i premi.
Così è nata Love Hunting che è passata da essere idea a progetto definito, dettagliato e curato.
Consiste in una caccia al tesoro che permette ai partecipanti di visitare i luoghi più suggestivi del centro storico, scoprirne la storia e le curiosità. Un’esperienza coinvolgente sia per i veronesi che per chi viene a visitare la città per la prima volta.

Ora ad evento finito vi chiederete, allora come è andata? La risposta la lasciamo a un piccolo articolo uscito su L’Arena il giorno successivo.

Lady Grey

Immagine