gellerebaba

della specie Homo Ludens


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torta di mele

questo è un blog e come tale è un po’ informazione, un po’ diario, un po’ lavagna bianca su cui scrivere.
questa mattina voglio farvi riflettere su una cosa diversa, esco un po’ dai binari di Geller & Baba, un pochino ma non troppo, immaginate che stia usando una metafora per raccontare altro.
l’altro giorno ho fatto una torta. voi direte, ehmbé dov’è la novità? la novità sta nel fatto che non amo cucinare e faccio il minimo indispensabile per la sopravvivenza, ma sono golosa. così, ho sbucciato le mele, le ho tagliate a cubetti, grattugiato la scorza di limone e farina, lievito, zucchero, uova…
per ogni ingrediente nella mia mente si componeva il sapore, lo immaginavo come si immagina il quadro prima di dipingerlo, ne ho curato la decorazione con maniacale attenzione, ho informato e atteso.
all’apertura del forno l’intera stanza è stata inondata del profumo della mia torta di mele, al primo sguardo era deliziosa con tutte quelle fettine ben ordinate sulla superficie.
appagati vista e olfatto non mi restava che tagliarne una fetta.
ho atteso che raffreddasse, ho preparato il tè, mi sono seduta comodamente e ho fatto scendere la lama del coltello.
soffice.
un morso.
squisita.
la torta è sopravvissuta due giorni e oggi è già finita.
ma cosa ho voluto dirvi? vi ho raccontato un’esperienza semplice, che possiamo fare tutti quanti. non è necessario essere chef per fare una torta, può anche non piacervi cucinare come succede a me, ma io ci ho messo ciò che sono: una creativa. essere creativa è il mio mestiere, lavoro che spesso non viene ben compreso, io produco idee, ho così applicato lo stesso sistema nel creare una torta, l’ho prima immaginata, ho assemblato gli ingredienti, reinventando la ricetta, seguendo la creatività del momento, sono stata attenta all’estetica, all’immagine finale rimanendo legata alla tradizione ed infine ne ho/abbiamo apprezzato e goduto il risultato.
c’è sempre una piccola, grande, soddisfazione nel vedere e condividere il risultato del proprio lavoro.

Lady Grey

la torta di mele, appena sfornata, di Lady Grey


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mettiamoci in gioco

ci siamo, le firme sono stata apposte.
il team è completo, pronto, motivato.
dopo due anni di rodaggio abbiamo deciso di prendere in mano la situazione e fare sul serio. fare sul serio cosa? forse qualcuno se lo sta ancora chiedendo,  cercherò, con questo post, di definire alcuni punti chiave del nostro progetto.
Geller & Baba nasce dalla condivisione di un pensiero:
“La cultura sorge in forma ludica, la cultura è dapprima giocata (…) ciò non significa che il gioco muta o si converte in cultura, ma piuttosto che la cultura, nelle sue fasi originarie, porta il carattere di un gioco, viene rappresentata in forme e stati d’animo ludici (…)”. [tratto da J. Huizinga, Homo Ludens]
noi cinque siamo cresciuti giocando e non abbiamo mai smesso, crediamo nella forza e nel potere che l’esperienza ludicaha nella formazione dell’individuo.
raccontato così sembra un “faccenda” da idealisti, filosofi, poeti, ma in realtà è qualcosa di molto più concreto.
negli ultimi anni la formazione, soprattutto aziendale, si è focalizzata molto sul concetto di forza, volontà, vittoria, del singolo o in gruppo, un tipo di formazione dal taglio aggressivo, noi pensiamo che ci sia bisogno di altro senza negare la valenza di questi messaggi, c’è bisogno di andare oltre, si rende necessaria la conoscenza di sé stessi e dell’altro diverso da sé, conoscenza profonda, che esca dalla comfort zone delle del noto, del prevedibile, sicuro. il gioco ci trasporta in una dimensione “altra” ove tutto è possibile, dove viene stimolata la creatività e veicolata cultura, divertimento e riflessione, espressione e apprendimento.
vogliamo che le nostre attività lascino un segno positivo, un’esperienza che oltre a divertire si mezzo di crescita, stimolo, cultura.
Huizinga, conclude il suo saggio sull’homo ludens ponendo una domanda: oggi la cultura è ancora ludica? se lo chiedeva verso la fine degli anni ’30 e io lo chiedo ora a voi.

Lady Grey


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Si parte!

Eccomi ad inserire il secondo post, posso dire di essere emozionato e lusingato, emozionato in quanto finalmente domani nasce ufficialmente Geller&Baba, un intenso percorso ci ha portato a questo momento, fra non poche difficoltà.
Carichi del bagaglio di esperienze di tanti anni, riusciamo finalmente a creare un attività in cui ogni uno di noi è specialista nelle rispettive competenze, permettendoci così di essere estremamente fiduciosi nel successo delle cose che creiamo.
Lusingato di collaborare con delle persone speciali, e che stimo moltissimo sia nel lavoro che nella vita.
Ragazzi domani si parte!

C.J.


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friday i’m in love.

Gentili ospiti di questa nostra pagina,

il primo post è sempre un po’ difficile da scrivere, cosa dire, come dirlo, che stile usare. Poi alla fine è solo il primo post e ce ne saranno molti altri a seguire e di questo ne perderemo la memoria.
Potrei parlarvi di Geller & Baba, di cosa si occupa, scendere nel dettaglio descrittivo e fare una completa panoramica, ma per tutto questo abbiamo fatto un sito, preferisco, dunque, usare questo spazio per un dialogo aperto, per rendere la comunicazione vera, umana, così come lo siamo noi che dietro questo monitor digitiamo parole.
Abbiamo sempre creduto che il gioco, nella sua forma più ampia, sia continua fonte di stimolo, sviluppo intellettuale e personale, questa nostra profonda convinzione ci ha portati, dopo anni, a decidere di trasformare tale presa di coscienza in qualcosa di diverso, condivisibile, una missione, potremmo azzardarci a dire.
L’Homo Ludens non ha limiti immaginativi, è curioso, propositivo, è il bimbo diventato adulto senza perdere gli stimoli creativi dell’infanzia.
Questi siamo noi, ma siamo certi che lo siate un po’ anche voi.
Poche ciance signori e, ovviamente, signore, il prossimo venerdì due dame e tre gentiluomini si riuniranno per apporre le firme che decreteranno la nascita ufficiale dell’associazione Geller & Baba.
Prima di salutarvi vi lascio un consiglio per l’ascolto a…tema.

Vostra
Lady Grey